Gli Ubaldini

LA CONSORTERIA DEGLI UBALDINI

Stemma- Ubaldini-norm

Questa ricerca, per la carenza di documentazione storica locale dell’Alto Medioevo fa riferimento, come accennato, a fonti di differente origine ed in molti casi  di incerta attendibilità. I “castelli” schedati sono documentabili per un limitato periodo: dall’ XI al XIV secolo, la parte terminale della storia di una consorteria presente sul territorio dell’alto Santerno da almeno cinque secoli precedenti.

La casta degli UBALDINI, come altri famosi feudatari delle nostre zone, sono con tutta probabilità di origine longobarda e forse in particolare, come afferma Giovanbattista Ubaldini, storico della famiglia, appartenenti alle tribù dei Sicambri. Si potrebbero essere insediata su questi monti al confine con i territori bizantini dell’esarcato di Ravenna, fin dal VII secolo (1), per presidiare i confini del ducato longobardo di Toscana tra il 570 ed il 712.

Map-Longobardi

La casata degli Ubaldini, secondo i recenti studi del “Progetto Montaccianico”, avrebbe affermato la sua potenza presso la corte di Matilde di Canossa (1046-1115) e con il primo Ubaldino (1098-1105), che darà il nome alla casta,  accrebbe notevolmente il suo dominio. Con la morte della Marchesa, gli Ubaldini trasferiscono il loro interesse verso il contado fiorentino, venendo  nel XII secolo  a creare i tre rami che domineranno il Mugello e l’Appennino Tosco-Bolognese: MontaccianicoGalliano, Senni, con diramazioni nelle valli del Santerno (Alpes) e del Senio (Podere) (2).

Resta il fatto appaiono tracce fin dal VII Sec. di un Ubaldino “Signore del Mugello e dell’Alpi Fiorentine” quando queste terre erano sotto il dominio longobardo di Rotari e la presenza di castelli e poteri feudali  sulle Alpes Ubaldinorum è attestata da un atto del 995 (3). Lo stesso Casini nel suo “Dizionario Storico di Firenzuola” riporta l’origine longobarda della casata , rappresentando anche un albero genealogico dei capostipite.

E’ del 1100 la prima citazione ufficiale di un Ubaldini, vassallo della Contessa Matilde di Canossa, nei documenti del Monastero di San Pietro in Luco.  La loro probabile origine  longobarda  appare suffragata, anche dall’organizzazione politica e sociale che guiderà l’evoluzione del loro potere nel Mugello e nell’Alpe . Gli Ubaldini costituiranno numerosi “castelli” indipendenti, consorziati attorno ad un capo più o meno riconosciuto in base valore guerriero ed alla capacità di comando.

 Monastero di Luco di Mugello-1

Un’organizzazione molto simile appunto,  a quella dei Longobardi articolata in clan e tribù con un loro capo, che facevano riferimento ad un re condottiero. Per altro la casata farà costante riferimento, anche dopo la sottomissione al potere carolingio, al diritto longobardo, abitualmente citato nei loro atti legali. I discendenti attesteranno riconoscimenti e feudi: da Carlo Magno nell’ 801 alla sua discesa in Italia; l’ottenimento del titolo comitale dall’imperatore Ottone II nel 975; il bando della Contessa Matilde di Canossa nel 1104; nel 1184 Federico Barbarossa è ospite di Ubaldino Ubaldini, in quella occasione sarebbe avvenuta l’assegnazione dello stemma e del motto; i loro privilegi sono confermati da Enrico VI nel 1196 con la concessione di numerosi feudi tra i quali quello della Carda nel Tifernate;  i benefici del 1220-1246 di Federico II “di Svevia”  legittimeranno il loro dominio sull’area del Mugello e dell’Alpes Ubaldinorum (Alto Mugello). Questi documenti gelosamente custoditi e tramandati, anche se di dubbia legalità, trattano di fatti e di luoghi realmente esistiti (4).

Dei tre rami (Montaccianico, Galliano, Senni) che si formarono all’interno della famiglia prevalse quello di Montaccianico,  raggiungendo la maturazione politica con i privilegi del 1220 e del 1246 concessi dall’imperatore Federico II. Riconoscenti dei favori ottenuti rimasero fedeli all’Impero, individuato come fonte legittimante della loro sovranità, e quindi si posero ai vertici del ghibellinismo toscano. Aderirono infatti alla Lega Ghibellina di Toscana nell’estate del 1251, dando così vita alla secolare guerra contro Firenze. Naturalmente alla ramificazione di Montaccianico appartennero i personaggi più noti della casata: in particolare il Cardinale Ottaviano (1213-1272), e suo fratello maggiore Ubaldino della Pila (1205c.-1289). Inoltre Ruggieri figlio del medesimo Ubaldino della Pila, che fu arcivescovo di Pisa dal 1278 al 1295 al quale Dante dedicò l’intero XXXIII canto dell’Inferno. Quindi Ugolino da Senni nipote dei suddetti fratelli (dal 1238-1293). (5)

L’ultimo Ubaldini da Montaccianico, Giovanni D’Azzo, trovò rifugio tra gli Ubaldini della Carda. Ad Apecchio gli Ubaldini tennero la Contea fino al 1750, da pochi anni è deceduta l’ultima contessa Ubaldini che viveva ad Urbino, unica erede di una famiglia tra le più nobili e più antiche d’Italia.

Ubaldini della Carda2

Stemma degli Ubaldini della Carda

 

(1) Nel 572 si accenna per la prima volta a questi luoghi quando l’esercito bizantino di Ravenna inviò a Tirulum (Tirli) dei soldati per impedire la discesa di tribù longobarde che, battute presso Bologna, tentavano di scendere dal Santerno. Da Lorenzo Raspanti.
(2) Da http://www.montaccianico.it/ 21/08/2013.
(3) “Cornacchiaia” G. Manco 2010, rogito del 14 dicembre 995
(4) Nel recente convegno sugli Ubaldini tenutosi a Scarperia il 29/09/2012, il Prof. Simone M. Collavini (Università di Pisa), ha rilevato l’incongruità storica dei due documenti, contestandone l’autenticità.
(5) Da: http://www.montaccianico.it/ il 21/08/2013.

 

 

 

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