Personaggi Ubaldini

 

 Personaggi famosi della casata

La stirpe degli Ubaldini, secondo lo storico firenzuolino Don Stefano Casini, si sarebbe estinta nel 1870, con la morte del Pievano di Cornacchiaia Don Stefano Ubaldini, padrone del Castello di Frena che invano aveva cercato di trasmettere l’eredità dinastica ai superstiti, rimasti sconosciuti.
La famiglia fu presente nella storia rinascimentale con un folto stuolo di personaggi per necessità o per vocazione usi alla guerra. Di seguito si citano quelli più significativi:

OTTAVIANO UBALDINI

Il “Cardinale” rappresenta il più noto ed illustre personaggio della casata, emblematico rappresentante del suo tempo nel conflitto fra papato ed impero, guelfi e ghibellini. Vissuto tra il 1214 ed il 1273.
Bella e sintetica descrizione del personaggio viene da  ADEMOLLO, Agostino, a nota del romanzo “Marietta de’ Ricci, ovvero Firenze al tempo dell’assedio …”:
La stirpe Ubaldini fu illustrata da Ottaviano Cardinale, Signore di molte castella in Mugello, da Ruggero Arcivescovo di Pisa, da Bonifazio Arcivescovo di Ravenna e da Stiatta Vescovo di Bologna. il Cardinale Ottaviano particolarmente fu seguace ‘di Parte Ghibellina e fece contro il Papa. Ma i Ghibellini gli furonoingrati, perché quando ebbe bisogno del loro aiuto. essi non glie lo dettero. onde ci disse: – Se anima e io l’ho perduta pei Ghibellini. – Dante lo pone nell’Inferno fra gli eresiarchi in compagnia di Farinata. di Federico II . e di Cavalcante padre di Guido:
“Qui entro è lo secondo Federico
  E il Cardinale. e degli altri mi taccio”.

Ubaldini Ottaviano - Cristofano 1552-1605

 Ottaviano si chiamò per antonomasia il Cardinale. e fu uno dei buoni poeti del suo tempo.

MAGHINARDO NOVELLO

Figliuolo di Giovanni degli Ubaldini, stimato il primo guerriero di sua famiglia, diede che fare  assai  alle  genti della Repubblica Fiorentina  state  più volte inviate tra il 1250 ed il 1381 nell’Alpe e nel Podere degli Ubaldini, sia quando nel 1350 furono presi i  Castelli  di Montegemmoli, di Montecoloreto e  di Bordignana nell’Alpi;  sia quelli di Bozzolo e di Vignano nel podere dove ad onta delle larghe promesse fatte dai comandanti fiorentini ai loro soldati, non poterono espugnare le rocche di Susiniana e di Val d’Agnello per la fortezza del sito.
A Maghinardo Novello II  degli  Ubaldini spetta  il  fatto  della  resa  del  Castel del  Frassino nel  Podere  caduto  in mano de’  Fiorentini  nel 1373  dopo essere stato  decapitato come ribelle il prenominato Maghinardo degli Ubaldini. (6)

Stemma di Maghinardo
Stem Maghinardo

MARZIA ORDELAFFI

Conosciuta come Cia, moglie di Francesco II Ordelaffi, signore di Forlì, figlia di Vanni Ubaldini da Susinana e di Andrea Pagani, figlia a sua volta del celebre Maghinardo Pagani da Susinana.
Cia aiutò sempre il marito nella sua lotta a favore del partito ghibellino. Nel maggio del 1351, il suo intervento in soccorso del figlio Lodovico Ordelaffi è decisivo per la vittoria della battaglia di Dovadola. Nel 1357, durante la Crociata contro i Forlivesi, fu incaricata dal marito di difendere Cesena, città anche della quale Francesco aveva la signoria. Nell’immaginario popolare rimane ancora vivo il ricordo della sua eroica resistenza contro le truppe di Egidio Albornoz, a cui alla fine dovette comunque cedere. (7)

Stemma degli Ordelaffi
Stem_ordelaffi[1]

 ALBIZZO DEGLI UBALDINI

(Obizzo degli Ubaldini) Signore di Monte Coloreta. Morto nel 1365 ca. Signore di Monte Coloreta, partecipa alla ratifica il trattato di Sarzana tra fiorentini e Visconti (1345). Milita al soldo dell’arcivescovo di Milano Giovanni Visconti. Sarà capitano del contado bolognese (1358). Venderà ai Fiorentini assieme ai congiunti Ottaviano e Gioacchino, il Castello di Monte Coloreta, Cornacchiaia ed altri (1360).

 GISELLO GEGLI UBALDINI

Ghibellino, muore nel 1363 (settembre).
Nel 1358 coadiuva i fiorentini contro la Grande Compagnia del conte Lando, difendendo il passo dello Stale. Dopo la sconfitta subita dalla compagnia al passo delle Scalelle, accompagna i superstiti, comandati da Amerigo del Cavalletto, da Vicchio in Romagna. Nel 1363 è nominato dai pisani capitano generale. Con un esercito di  ai suoi  ordini, nel complesso 6000 cavalli e 30000 fanti (di cui molti balestrieri), da Lucca scende nella piana di Pistoia ed  invece di attaccare la città indebolita per la recente peste, devasta Campi e Peretola e depreda il territorio fin sotto Firenze; si accosta alla porta di Ognissanti e vi si fa armare cavaliere con altri pisani; fa battere moneta al ponte di Rifredo; fa correre due palii, uno per i pisani ed uno per i lucchesi; sono infine impiccati per dileggio 3 asini, con appeso al collo il nome di 3 cittadini fiorentini. Al rientro, saccheggia il fiorentino ed i contadi di Prato, Empoli e la Valdarno.

 GIOVANNI DEGLI UBALDINI

(Giovanni d’Azzo) Di Castel Lombardo. Morto a Siena nel 1390.
Dal 1365 fino al 1390, a pochi giorni dalla sua morte, capeggia varie compagnie di ventura e partecipa a innumerevoli azioni belliche su tutto il territorio italiano.
Nel 1373 assediato e preso dai Fiorentini alla Badia di Susinana, deve cedere il castello di Val d’Agnello.
Citato nel 1382  in quel di Firenzuola per un suo trattato contro i fiorentini.
Ritenuto da Giovanni Acuto il migliore capitano italiano del suo tempo.

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(6) Da: Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana, Emanuele Repetti v.5
(7) Da: Wikipedia